
The nightmare before Christmas
“È stato molto tempo fa, più di quanto ora sembra
In un posto che forse nei sogni si rimembra
La storia che voi udire potrete
Si svolse nel mondo delle feste più liete
Vi sarete chiesti magari dove nascono le feste
Se così non è, direi, che cominciare dovreste…”
Inizia così “The nightmare before Christmas”. Quanto ho iniziato ad amare negli ultimi anni questo film e se possibile ancora di più dopo l’incontro dell’anno scorso di Cercati nelle storie, forse uno degli incontri più belli e significati che io abbia mai condotto.
Jack e Sally.
Due personaggi che, in fondo, raccontano qualcosa di profondamente umano.
Jack, il Re delle Zucche, che pur avendo tutto ciò che dovrebbe renderlo felice, sente dentro di sé un vuoto, una nostalgia difficile da nominare. Perché a volte non è sufficiente essere nel posto giusto, avere un ruolo, essere riconosciuti: abbiamo bisogno di ritrovare un senso, di capire chi siamo al di là di ciò che gli altri si aspettano da noi.
E poi c’è Sally, fatta di pezzi cuciti insieme, fragile solo in apparenza. Una creatura che conosce la solitudine, che porta addosso le proprie cicatrici e che, nonostante tutto, conserva la capacità di sentire, scegliere e desiderare. Sally ci ricorda che non dobbiamo essere integri o perfetti per essere degni d’amore.
Jack cerca continuamente qualcosa che gli manca. Sally, invece, sembra conoscere il valore di ciò che è già lì, anche quando è difficile vederlo.
E forse il loro incontro ci parla proprio di questo: dell’importanza di incontrare qualcuno senza chiedergli di diventare diverso, di riconoscere nell’altro non qualcuno che ci completa, ma qualcuno con cui possiamo essere autenticamente noi stessi.
Perché non sempre dobbiamo aggiustare i nostri pezzi, né inseguire mondi che non ci appartengono.
A volte dobbiamo solo imparare ad abitare il nostro, accogliere le nostre ombre e scoprire che anche ciò che è imperfetto, insolito e un po’ mostruoso può essere profondamente bello.
E forse è proprio questo il piccolo incantesimo di Jack e Sally:
non trovare qualcuno che ci salvi, ma qualcuno davanti al quale non dobbiamo più nasconderci.









